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Bedetti Giuseppe

D’Acquisto  Salvo

Ven. Marchesini

 

 

 

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Eroico, Giovane studente, Salvo D'Acquisto ,

si fece notare per le sue attitudini allo studio prima in un Istituto di formazione scolastica noto con il nome "Della Porta",successivamente nell'Istituto dei Padri Salesiani. Lui, giovane studente, Salvo, non fece pentire i genitori che nutrivano nei suoi confronti, fiducia, per il buon esito dei suoi studi.Salvo D'acquisto nacque in una famiglia tranquilla, colma di rette intenzioni ed operosità, era uomo di fede ed ignaro di esserlo, come tutti Coloro che lo sono con retta coscienza, quando le personecomuni gli facevano notare i suoi pregi umanitari con apprezzamenti mirati, lui faceva riferimento agli scienziati e alle persone che nel loro lavoro in qualche maniera "servivano" il prossimo senza alcun interesse personale. Salvo D'acquisto compì il sogno della sua esistenza e cioè quello di entrare a far parte dell'Arma dei Carabinieri.Era un ventitreenne vice Brigadiere dei Carabinieri quando,in quel tragico 23 Settembre 1943, fu sentore che un militare tedesco era morto e altri due 
commilitoni Camerati tedeschi erano rimasti feriti da uno scoppio di ordigno ad opera di probabili ubriachi" compagni di taverna e non era escluso che i colpevoli fossero le medesime vittime dello scoppio. Militi tedeschi nella euforia di pensiero dopo avere assaporato, in eccesso, del buon vino Partenopeo.
Per questo doloroso accaduto, i militari tedeschi in loco in preda malumore partigiano, per un morto delle loro origini, pretesero di processare subito dopo avere rastrellato il paese: ventidue persone del posto tutti estranei al fatto e tutti con anonima fede di gente pacifica e non agitatori o belligeranti di sorta.
I ventidue prescelti alla morte imminente di quel Paese erano stati condannati da un tribunale tedesco senza possibilità di appello e... intenti già a scavare ognuno la propria fossa con un normale badile..., ma ecco che...ad un tratto si compì per quelle ventidue perone innocenti:il miracolo! Soltanto per loro ventidue, si potrebbero considerare a ragion veduta "i privilegiati" di guerra! Salvo D'acquisto era operativo nella Caserma di "Torri in Pietra" quando uscendo fuori dalla stessa Caserma per espletare le indagini di rito per chiarire l'accaduto di sangue, si recò al Comando tedesco per chiedere spiegazioni , dopo un sommario colloquio con gli stessi si accertò della innocenza dei ventidue malcapitati, e a quel punto, Salvo, vista la indigenza morale degli innocenti stessi e dei familiari tutti di questi ultimi e, constatata la caparbietà degli autori dell'accaduto di sangue che in un momento di euforia collettiva in preda a probabili "fumi di alcol" non vollero ammettere la propria colpa paragonabile a "fratricidio", lui, Salvo, mise in opera il suo Spirito di sacrificio e..., in sostituzione delle ventidue vite umane si offrì: in prima persona quale candidato inatteso verso quel mondo invisibile al quale tutti si accede per naturale epilogo. Cosciente della sua dolorosa decisione dovuta al suo innato senso pratico e di spirito di fratellanza e di fede verso i meno tutelati, i più deboli, frutto di innata eroica virtù, Salvo D'Acquisto riuscì a far liberare i ventidue "malcapitati".
A quel gesto tutti pensarono o meglio si illusero, e speravano che il loro Vice Brigadiere, amato da tutti per la sua imparzialità e saggezza e bontà d'Animo venisse umiliato "figurativamente " e poi... rilasciato, come i ventidue processati, ed invece..., la realtà fu ben più amara, ben più tragica, da Eroe :quale era sempre stato, soccombette con l'Onore delle armi in preda ai fuochi scagliati dalle mitraglia dei militi Tedeschi di stanza in quel luogo.

Anche in condizioni di guerra, quando territori o piccoli villaggi o piccoli centri abitati vengono occupati dai medesimi belligeranti in luogo di calma e di quiete ,di solito anche di opposte tendenze, quando vige calma e rispetto reciproco non dovrebbero accadere simili misfatti a danno di innocenti incoscienti di esserlo anche in situazione bellica vittime di occupatori senza alcun criterio di risoluzione morale, e quell'accaduto mortale non fu di certo di merito e ad onore ai preposti di occupatori dei territori di quel tempo.- Minibiografia, a cura di: mgm' -

 

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